Afrodisiaci, tutti i segreti dell’asse cibo-sesso

Diciamo la verità. Dal più “morigerato” al più smaliziato di noi, dal più pudìco al più disinibito, ognuno ha fantasticato almeno una volta sulla seduzione e il fascino che il cibo esercita sull’amore, immaginando chissà quale scenario particolarmente piccante con sullo sfondo un carniere di prelibatezze da cui attingere per “giocare” o – meno poeticamente – per trarne benefici a livello psico-fisico.

Si è detto e scritto di tutto sulle proprietà di alcuni alimenti afrodisiaci (da Afrodìte, Dea greca dell’amore), ad uso e consumo del pubblico spaesato che rimbalza da una leggenda metropolitana all’altra, frastornato dai ripensamenti improvvisi che conducono un cibo panacea a diventare improvvisamente il nemico numero uno del desiderio.

La prima sorpresa arriva dal peperoncino e dalle ostriche, notoriamente considerati cibi che esaltano la libido, e quindi afrodisiaci, ma recentemente oggetto di una controversia: il peperoncino, ad esempio, come spiega il dottor Mirone, Presidente della Società Italiana di Urologia, “ha sì un effetto vaso-dilatatore ed aumenta l’afflusso di sangue al pene ma nel contempo irrita la prostata, e l’irritazione prostatica porta ad un’accelerazione dell’eiaculazione e dunque a un forte danno per la sessualità”; analogo discorso per le ostriche, irritanti nonostante l’alto contenuto di zinco che favorisce la produzione degli spermatozoi.

Negativo l’impatto di superalcolici, luppolo, cozze e pepe. Da evitare pure le carni rosse, “laboriose” da digerire come broccoli e fagioli, che comportano anche un accumulo di gas non propriamente congeniale all’atto sessuale. Croce nera anche sulla liquirizia, che abbassa il desiderio in conseguenza di un andamento ormonale altalenante.

In vetta alla lista bianca, invece, i cibi antiossidanti (che inibiscono i “radicali liberi”) quali vino rosso e verdure, e quelli che contengono zinco, selenio e vitamina C; quindi ampio spazio al “lussuoso” caviale (con zinco, selenio, omega 3), al cioccolato fondente (feniletilamina e teobromina per umore e cuore), gamberi (con zinco e il potere evocativo della consumazione “selvaggia” con le mani), miele (dà energia ed aumenta i livelli di estrogeni, i principali ormoni sessuali femminili), pesce azzurro (omega 3) e tartufo (androstendiolo, ormone presente anche nel sudore maschile). Da non sottovalutare l’apporto olfattivo di chiodi di garofano, origano, salvia, zafferano e zenzero.

Un discorso a parte merita la banana, il cui apporto energetico in termini di potassio è senz’altro trascurabile al cospetto dell’allusiva simbologia fallica. Anche panna e fragola, abbinamento da copertina, appartengono più che altro al dominio dell’immaginazione e del morbido ed erotico coinvolgimento di tatto e gusto.

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