Giornate FAI, a Salerno occhio al Museo Tafuri

Sabato 19 e Domenica 20 marzo 2016, è in programma la 24a edizione delle Giornate FAI di Primavera. Oltre 900 visite straordinarie a contributo libero in 380 località in tutte le regioni d’Italia: è il più importante evento di piazza dedicato ai beni culturali, una grande festa che si svolge fuori e dentro di noi. Fuori ci sono i luoghi dove darsi appuntamento per “riconoscersi” e vivere la gioia della cultura, tutti insieme in una serena atmosfera di condivisione. Dentro ci siamo noi, con le nostre storie e con la nostra curiosità a personalizzare ciò che vediamo.

Molte cose non sono le stesse, nei due giorni di aperture eccezionali organizzate dal FAI: gli italiani non si innervosiscono mentre sono in coda in attesa di visitare un luogo, ma ne approfittano per confrontarsi e condividere esperienze; gli adulti non sono coloro che trascinano i giovani, ma al contrario sono i giovani, volontari e Apprendisti Ciceroni del FAI, a guidare gli adulti, accompagnandoli nelle visite e raccontandone le storie. E tanti luoghi si trasformano: da chiusi e invisibili ora si aprono, da ignoti diventano noti e anche quelli che fanno parte della vita di tutti i giorni (stazioni ferroviarie, fabbriche, porti) vengono raccontati e si svelano ricchi di sorprese.

Le Giornate FAI di Primavera sono aperte a tutti, ma un trattamento di favore viene riservato agli iscritti FAI – e a chi si iscrive durante le Giornate – a chi sostiene la Fondazione con partecipazione e concretezza. A loro saranno dedicate visite esclusive, corsie preferenziali ed eventi speciali, perché iscriversi al FAI è un gesto civile e al tempo stesso un beneficio: conviene a se stessi e fa bene all’Italia.

A Salerno, tra le aperture speciali riservate agli iscritti, il Museo della Ceramica “Alfonso Tafuri”, nel caratteristico larghetto Cassavecchia poco distante dal Duomo, con la Collezione privata di ceramiche fondata da Alfonso Tafuri nel 1987. Dopo un attento ed appassionato lavoro di recupero e di restauro di alcuni terranei del settecentesco palazzo Mancuso, adibiti nel tempo a vari usi, ultimo quello di deposito di carbone e falegnameria, il museo si presenta come una teoria di ambienti coperti da volte a vela e pavimentati con basoli in pietra vesuviana e cotto di Ogliara.

La Collezione Alfonso Tafuri rappresenta un esempio interessante di impegno privato volto alla conservazione ed alla valorizzazione della storia dell’arte ceramica campana e, in particolare, del rapporto che la ceramica salernitana e vietrese ha avuto con la città, con le sue abitudini ed i suoi gusti, e con la religiosità dei suoi abitanti.

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