La “doppia scuola” del fusillo, il “maiorese” è una bomba!

Una trafila di pasta particolarmente gustosa, anche in virtù della tipica consistenza all’assaggio, è il fusillo. Esso si ottiene “intrecciando” l’impasto attorno ad una stecca di ferro, come quella utilizzata nell’uncinetto. D’obbligo una certa manualità. Nel salernitano, benchè il “tempio” del fusillo sia Felitto, amena località dell’entroterra cilentano (Val Calore) dove ha luogo un’importante sagra dedicata, le “scuole di pensiero” sono essenzialmente due: l’agropolese e la maiorese.

La prima prevede l’impiego di un sugo di pomodoro con vongole, cozze, aglio e prezzemolo. I frutti di mare vanno soffritti con l’aglio, poi tolti e sgusciati; al “brodetto”, già saporito, unite i pomodori, il prezzemolo e il pepe, e dopo 20 minuti di cottura le vongole e le cozze messe momentaneamente da parte. Il tutto va a condire i fusilli “al dente”.

La versione maiorese è nettamente più corposa. Una vera “bomba”. I fusilli vanno lessati e conditi con parmigiano, burro e dadini di pomodoro. Successivamente vanno “colati” in un tegame imburrato e cosparso di mozzarella tritata, e successivamente vengono ricoperti di altra mozzarella, dadini di pomodoro ed olive nere. Dieci minuti in forno e poi origano “a pioggia” come tocco finale.

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