Parco DM, si punta sulle pizze che “parlino” di Cilento e prodotti locali

“Dobbiamo guadagnare il tempo perduto, la Campania è una terra ricca e può vantarsi di avere al suo interno tante tradizioni anche in tema pizza. Al di là della più nota napoletana, la pizza cilentana merita lo stesso orgoglio. La parola pizza così usata e riconosciuta nel mondo è una parola che non prevede traduzione”.

Gino Sorbillo è emozionato e fiero di poter dare il via al progetto itinerante “Il Parco della Dieta Mediterranea”, per l’occasione ospitato dal Centro della Biodiversità di Vallo della Lucania (SA), anche se – dopo qualche parola – è accanto al forno che preferisce “raccontare”. E lo fa assieme al pizzaiolo cilentano Paolo De Simone, in uno straordinario concerto di sapori e scambi. Perchè la pizza napoletana e la pizza cilentana sono certamente due prodotti diversi, ma entrambe rappresentano tradizioni, gesti sedimentati, sapori ancestrali.

Dobbiamo riappropriarci di ciò che non è solo uno stile di vita, ma anche l’insieme del nostro modo di vivere. Ecco perchè la Dieta Mediterranea dev’essere vissuta qui nel Cilento e da qui devono partire i progetti che la riguardano, non dimenticando che è importante costruire alleanze ed essere parte attiva di una regione che tanto significa per l’agroalimentare italiano”. Così il presidente del Parco Nazionale del Cilento, del Vallo di Diano e degli Alburni, Tommaso Pellegrino.

Tante le preziose testimonianze e le presenze istituzionali, come quella del Presidente Slow Food Campania, Giuseppe Orefice: “Dieta Mediterranea significa tante cose, tra cui valorizzazione delle conoscenze e dei prodotti. Ma il valore più forte che ci insegna e su cui dobbiamo porre l’accento è quello della sobrietà. E’ bello che si parta dalla pizza, piatto simbolo per il Made in Italy anche all’estero. Se ogni giorno tutti i prodotti utilizzati sulle pizze fossero locali cambierebbe profondamente la vita di tutti i piccoli agricoltori di qualità”.

Al lungo pomeriggio di riflessione è seguita una degustazione di pizze curata da Gino Sorbillo e da Paolo De Simone, i quali hanno dato vita ad una pizza che simboleggia il desiderio di collaborazione ed apertura verso le grandi eccellenze campane. Così è nata la “Cilento Vesuviana” con papaccella del Vesuvio, cacioricotta di capra cilentane, oliva ammaccata salella, Tonno Aura, mozzarella nella mortella e l’olio extravergine di oliva DOP Cilento. È stata proposta anche una tradizionale pizza cilentana, il cui impasto è stato realizzato da Paolo De Simone della pizzeria DaZero utilizzando farine di grani antichi (tra cui il Russulidda, l’Abbondanza ed il Senatore Cappelli) e guarnita con pomodori e cacioricotta cilentana.

“Ora l’invito è rivolto ai pizzaioli del Parco, a seguire continueremo l’iniziativa coinvolgendo anche i ristoratori. Inviateci nota di pizze che parlino di Cilento e che contengano oltre che prodotti locali almeno un prodotto a Presidio Slow Food. Noi le raccoglieremo tutte in una pubblicazione, al fine di segnalare dov’è possibile mangiare locale. Dobbiamo ripartire dalla nostra agricoltura e da tutto il settore primario, attraverso il gusto e la buona tavola riusciremo anche a parlare meglio del nostro territorio”, conclude il presidente del PNCVDA Tommaso Pellegrino.

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