Pizza, cioccolato, patatine, biscotti, gelato: il top della dipendenza

Quando si parla di “dipendenza da cibo” ormai è chiaro che non si fa più riferimento ad un semplice “vezzo” che induce ad abbuffarsi in particolare di un alimento, magari in concomitanza ad uno stato d’animo precario. Uno studio della dottoressa Nicole Avena (Icahn School of Medicine) è riuscito a classificare in scala quegli alimenti “trasformati” destinati a risultare “addictive”, cioè a creare assuefazione in chi decide di consumarli.

Per arrivare a definire “problematico” un certo alimento, al panel di circa 500 soggetti investigati nello studio è stato chiesto di contare, ad esempio, quante volte abbiano ripetuto frasi del tipo “Ne mangio fino a sentirmi male”.

Ebbene, in base alla “Yale Food Addiction Scale”, che parte da 1 punto (alimento non problematico) ed arriva a 7 (alimento molto problematico), la “top five” della dipendenza vede in testa la pizza, seguono cioccolato e patatine a pari merito, poi biscotti e infine gelato. Agli antipodi, invece, carote, cetrioli, fagioli, mele e riso integrale, collocati ai piedi della scala.

Lo studio integrale, in lingua originale, è stato pubblicato sulla rivista Plos One.

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